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Legge bilancio 2020

La Manovra non cambia più: ecco le 10 principali misure

 

Il provvedimento deve essere ancora approvato dalla Camera, ma “blindato”, senza più modifiche, per essere definitivamente approvato a ridosso del Natale. Salvo imprevisti, dunque, la manovra non cambia più: questi i suoi capisaldi.

 

Green New Deal

Tra le priorità della legge di Bilancio giallo-rossa spiccano le misure di tipo ambientale. Si punta ad esempio alla realizzazione di un piano di investimenti pubblici per lo sviluppo di un Green New Deal italiano, mediante l'istituzione di un Fondo con una dotazione complessiva di 4,24 miliardi di euro per gli anni 2020-2023. Parte del finanziamento disponibile (non meno di 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020-2022) sarà destinata ad interventi volti alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

 

Sterilizzazione Iva e delle accise

Sul fronte caldo delle politiche fiscali la manovra prevede la sterilizzazione completa per il 2020 e parziale dal 2021 delle cosiddette clausole di salvaguardia, ovvero degli aumenti programmati delle aliquote Iva e delle accise per un valore complessivo di circa 23 miliardi di euro. Per gli anni successivi al 2020 si prevede l'aumento dell'Iva ridotta dal 10 al 12% e dell'Iva ordinaria di 3 punti percentuali per il 2021 (al 25%) e di 1,5 punti percentuali (fino al 26,5%).

 

Le novità su plastic e sugar tax, stretta soft sulle auto aziendali

Molte le novità sul fronte della tassazione. La plastic tax, ricalibrata più volte e in vigore da luglio, prevede nella sua ultima versione il taglio da 1 euro a 45 centesimi al chilo per i prodotti monouso. Slittamento a ottobre per la sugar tax, che resta a 10 cent al litro. Praticamente azzerata, per il 2020, la stretta sull'imposizione delle auto aziendali che partirà comunque a luglio per i nuovi contratti. La revisione della tassazione sui mezzi aziendali non porterà più incassi ma, si augura l'Esecutivo, un ricambio del parco auto "green": le auto più ecologiche impatteranno sul reddito infatti per il 25% (meno dell'attuale percentuale), le più inquinanti fino al 60 per cento. Per la copertura delle novità è stato “recuperato” un aumento delle accise sui carburanti a partire dal 2021. Frutto di un emendamento del Governo presentato negli ultimi giorni del passaggio in commissione la manovra apre infatti la strada a una stangata sulla benzina e il diesel per effetto di un aumento delle clausole di salvaguardia sulle accise (valore circa 800 mln per il 2021 e 1,2 miliardi di euro per il 2022), sterilizzata per il 2020 ma non per gli anni successivi.

 

Taglio del cuneo fiscale

In materia di lavoro e occupazione la legge di bilancio contiene, in particolare, disposizioni per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti, puntando al taglio del cosiddetto “cuneo fiscale”. Per centrare l'obiettivo viene quindi istituito un Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti con una dotazione di 3 miliardi di euro per l'anno 2020 e 5 miliardi a decorrere dal 2021.

 

Il vantaggio andrà in primo luogo ai 4,5 milioni di lavoratori con redditi tra i 26.600 euro e 35mila euro, finora esclusi dal “bonus Renzi”: avranno fino a circa 50 euro in più al mese. Vale a dire 500 euro in più nel 2020 e mille euro in più nel 2021. Mentre ai 9,4 milioni di lavoratori con redditi da 8mila euro a 26.600 euro che già lo percepiscono, il bonus Renzi che vale fino a 960 euro annui sarà confermato ma potrebbe essere rimodulato in detrazione fiscale: dal taglio del cuneo avranno, invece, solo 40-50 euro annui.

 

Premi a chi usa i pagamenti elettronici

La manovra introduce alcune «Misure premiali per favorire l'utilizzo di strumenti di pagamento elettronici». In pratica, per favorire la tracciabilità delle transazioni e contrastare l'evasione fiscale, il Governo intende incentivare il ricorso ai circuito di pagamento elettronico (bancomat, carte di credito) garantendo un rimborso in denaro a chi utilizza questi strumenti. Lo stanziamento per i rimborsi è di tre miliardi di euro per gli anni 2021 e 2022.

 

 

Fondi per la famiglia

Altra priorità dichiarata del Governo Conte II è il sostegno dei nuclei familiari in difficoltà. Per questo la manovra provvede a istituire il “Fondo assegno universale e servizi alla famiglia”, con una dotazione pari a 1.044 milioni di euro per il 2021 e a 1.244 milioni di euro annui a decorrere dal 2022. Le risorse del Fondo sono indirizzate all'attuazione di interventi in materia di sostegno e valorizzazione della famiglia nonché al riordino e alla sistematizzazione delle politiche di sostegno alle famiglie con figli.

 

Taglio Fondi Pa per spending review

Tra le misure alla voce risparmi della Pubblica amministrazione la manovra prevede il definanziamento causa spending review della Presidenza del Consiglio dei ministri e dei ministeri per complessivi 977 milioni di euro per il 2020, 967 milioni per il 2021 e in 953 milioni a decorrere da l2022. La clausola taglia-spesa scatterà, sotto forma di conlemaneto di varie voci di budget dei ministeri, se l'Italia non dovesse rispettare gli obiettivi di finanza pubblica concordati con la Ue.

 

Fondi per gli ospedali e l’abolizione del superticket

Sul fronte della Sanità, uno dei fiori all'occhiello del premier Conte inserito nella manovra è l'incremento delle risorse per gli interventi di edilizia sanitaria e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico. L'incremento di risorse è pari nel complesso a 2 miliardi di euro. Una quota delle risorse (235 mln di euro) favorirà in particolare l'utilizzo di apparecchiature sanitarie da parte dei medici di base per provare a ridurre liste di attesa e affollamento dei Pronto soccorso. Il “pacchetto Sanità” comprende anche l'abolizione a partire dal 1° settembre 2020 del cosiddetto “superticket”, ovvero la quota di compartecipazione al costo delle prestazioni sanitarie a carico dell'assistito. A disposizione per questo 185 milioni per il 2020 e 554 milioni di euro annui a partire dal 2021. Dal 2020 il Fondo per i disabili e le persone non autosufficienti potrà contare su 59 mln di euro per il 2020, 200 mln per il 2021 e 300 mln annui a decorrere dal 2022.

 

Risorse per i Comuni e la qualità dell’abitare

Una voce rilevante del bilancio 2020 riguarda le politiche per il territorio: lo stanziamento ammonta a complessivi 9,1 miliardi di euro, per gli anni dal 2021 al 2034, che si tradurranno in contributi ai Comuni per investimenti in progetti di rigenerazione urbana. Si punta in particolare a ridurre i fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale. La ripartizione verrà disciplinata da un Dpcm da emanare entro il 31 gennaio 2020. Previsto anche Programma nazionale per la qualità dell'abitare con una dotazione complessiva di oltre 853 milioni euro per gli anni 2020-2033

 

Manutenzione e messa in sicurezza strade e infrastrutture

Gli ultimi disastrosi eventi climatici che hanno interessato in particolare il Nord Italia e il Veneto hanno confermato ancora una volta la necessità di “mettere in cantiere” gli investimenti in infrastrutture e opere pubbliche e la messa in sicurezza degli edifici. La manovra incrementa quindi da 4,9 a 8,8 miliardi di euro il finanziamento dei contributi concessi a Enti locali e Autonomie con questo obiettivo. Previsti anche 2,78 miliardi di euro (per gli anni dal 2020 al 2034) per la progettazione definitiva ed esecutiva degli interventi di messa in sicurezza di edifici pubblici, strade, ponti e viadotti. Altri 6,1 miliardi di euro aggiuntivi andranno a Città e Province metropolitane (sempre per gli anni 2020-2034) per finanziare la manutenzione della rete viaria e delle scuole. In arrivo quasi un miliardo complessivo fino all'anno di svolgimento per le Olimpiadi invernali 2026 e un finanziamento fino al 2022 anche per la Ryder Cup

 







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